Rita Angelelli - Le Mezzelane Editore

Buon pomeriggio a tutti! 

Oggi è con noi Rita Angelelli, in veste di Direttore Editoriale per la casa editrice “Le Mezzelane”.





Benvenuta, parlaci un poco di te
  • Ho 52 anni e di mestiere faccio la ricamatrice. Un mestiere di precisione, creativo, ma sottopagato. Ho poco tempo libero, ma lo uso tutto per coltivare una passione che ho da sempre: la scrittura. Ho pubblicato, con uno pseudonimo,  diversi romanzi e racconti con tre case editrici (la prima delle quali è finita direttamente nel dimenticatoio: non mi hanno mai pagato) e una silloge poetica. Nel mio cassetto virtuale, un’icona dal nome altisonante che fa bello sfoggio di sé nel bel mezzo del mio desktop, ci sono altri quattro romanzi e ben tre silloge poetiche che aspettano di vedere la luce. Li tengo lì, prima o poi…


Come mai hai preso la decisione di aprire una casa editrice in un periodo in cui la cultura e la lettura non se la passano bene, a meno che tu non sia un personaggio famoso?
  • Non sono un personaggio famoso! E non me ne dolgo. Io sono nessuno in mezzo a tanti altri nessuno. Tengo ben a bada il mio “ego di scrittore” e ogni tanto lo immergo in una buona dose di umiltà. È in questa maniera che sono riuscita a pubblicare i miei romanzi, appoggiandomi a chi mi aveva dato fiducia, ma che, allo stesso tempo, mi aveva sferzato con qualche cinghiata di realismo, dicendomi: “studia, leggi, leggi tanto, scrivi e riscrivi, la tua scrittura a volte fa davvero pena”. Credo che in un periodo come questo si abbia bisogno della buona letteratura, di autori che sappiano esprimersi e che riescano a costruire storie credibili, non di gosth writer che inneggiano e sostengono il narcisismo di questa epoca un po’ bizzarra. Apro una casa editrice? Sì! Ed è da un po’ di tempo che questa cosa mi frulla in mente, solo che fino a qualche mese fa nella mia testa c’era molta confusione e non sapevo nemmeno io che cosa volessi fare. Era come se nel mio cervello si fossero materializzati alcuni pezzi di un puzzle che non riuscivano a trovare il perfetto incastro e, per giunta, ne mancava sempre uno per completare l’intera visuale.



Qual è il tuo obiettivo per questa casa editrice?
  • L’obiettivo principale è quello di sostenere la buona letteratura portando in CASA nostra gli autori meritevoli di attenzione, puntando il dito su alcuni esordienti, per poi accompagnarli nella loro crescita individuale di scrittore, sostenerli nelle promozioni, presentazioni e quanto altro si ritenga necessario per fare del loro libro una storia di successo e tentare una carriera, perché no!? Emergere dalla mediocrità, potrebbe diventare il nostro motto oltre a quello: dietro le parole ci sono le Persone.

Che spazio pensi andrai a occupare nel mercato italiano?
  • Dovrei avere una sfera di cristallo per rispondere a questa domanda, o prendere in prestito i poteri di qualche cartomante. Non lo so Luca, proprio non lo so. Sognando un po’… Vorrei prendere il posto di Mondadori o Feltrinelli e spernacchiare i loro uffici editoriali sventolando i miei libri, mettere gigantografie dei miei autori in tutte le loro librerie, sotterrare i loro loghi e far risplendere il nostro. Vorrei che i colossi, le grandi piattaforme tipo Amazon, mi stendessero un tappeto rosso e vendessero solo i nostri libri nei loro store. Vorrei… potrei continuare all’infinito, ma meglio che mi fermi, perché non posso costruire un nostro spazio con i miei vorrei. Lasciamo andare le cose come devono andare: Il tempo, in fondo, è uno spazio e noi lo occuperemo tutto per dare il nostro meglio.

Da cosa deriva il nome che hai deciso di darle?
  • Le Mezzelane Casa Editrice. Bel nome, vero? Originale se non altro! Lasciamelo dire. Parto da un po’ lontano per spiegare il perché di questa scelta. Abito in un paese molto piccolo posto su una collina dalla quale si ha un panorama immenso e vario. Lo sguardo può facilmente spostarsi da un panorama all’altro nel giro di poche occhiate: posso perdermi tra le montagne degli appennini a sud-ovest, posso intravedere il mar adriatico se mi giro verso est, e poi tutt’intorno le valli, verdi e rigogliose, coltivate a cereali, e accanto le distese delle vigne e degli uliveti. È il luogo dove sono nata e cresciuta e ne sono orgogliosa. Un po’ di storia. Il mio paese, appena dopo il dopoguerra, ha visto nascere l’industria tessile e di conseguenza le tintorie e i tessitori. È in questa maniera che è nato questa specie di soprannome “Le Mezzelane” perché i tessitori univano la lana, merce molto pregiata in quei tempi, ad altri tessuti di più bassa qualità. Da qui: le mezze-lane, Collina il paese delle mezzelane. Ho voluto rendere omaggio alla mia terra raccontando in una sola parola cinquant’anni di storia del paese.

Sei da sola o hai persone che ti aiutano? Ce le presenti?
  • Da sola non avrei potuto fare nulla. Ho dei collaboratori professionisti. Il nostro organico è composto da: un editor che si occuperà di seguire in tutto e per tutto la eventuale rielaborazione dei testi, senza per altro intaccare lo stile degli autori; il grafico, che si occuperà delle copertine e dei vari banner promozionali; il presidente che seguirà il mercato, il suo andamento e studierà i territori degli autori, in maniera che ognuno di essi possa essere, prima di tutto, promosso nella propria “terra” d’origine; e poi ci sono io, il direttore editoriale, ovvero colei che sceglie chi pubblicare o no sulla base di un’attenta lettura dei testi e delle relazioni dell’editor. (Non scrivo i nomi perché un paio di loro devono sistemare delle pendenze con delle ex aziende, ma credo che entro giungo daremo un volto pubblico a tutti)

Qual è la tua politica editoriale?
  • In realtà non abbiamo una vera e propria politica, ma abbiamo un’idea: il territorio. Come accennato nella risposta qui sopra saremo molto attenti al territorio dell’autore. Ci informeremo sulle associazioni culturali, sulle scuole, sulle librerie e sulle testate giornalistiche locali, perché è da lì che partirà ogni nostra attività di marketing. Crediamo molto in quei lettori che seguono l’eroe/scrittore nel proprio territorio, sono loro i primi a fare il “tifo” e a parlare del “sai, c’è Tizio, lo sai no? Lo conosci anche tu… sai, quello lì, proprio quello lì, ha scritto un libro e stasera sarà al circolo “pescatuchepescopureio” e ci racconterà una storia… la sua storia”. Ah, si potrebbe dire che l’unica politica che abbiamo è quella di essere una casa editrice non a pagamento: nessuno sarà obbligato a comprare copie e i servizi che prestiamo di editing non saranno pagati dall’autore.

Libri digitali, cartacei o entrambi?
  • Faremo il cartaceo per quegli autori che hanno intenzione di fare su e giù per l’Italia, andando nelle librerie, nelle associazioni e nelle scuole. È in mezzo alla gente che il libro fisico esprime tutto il suo valore. Supporteremo le uscite cartacee anche con il digitale, per accontentare quei lettori che vogliono spendere un po’ di meno. Per di più crediamo che il futuro del libro sia nella digitalizzazione, pur sapendo che in Italia ancora c’è gente che vuole “respirare il profumo della carta stampata”. Purtroppo in Italia siamo ancora indietro sulle tendenze digitali. E mi viene in mente Andreotti: l’Italia è una repubblica fondata sul ritardo. Noi veniamo sempre dopo… dopo tutto il resto dell’Europa e dopo tutte le altre grandi nazioni del mondo.

Che generi consideri di pubblicare?
  • Abbiamo previsto dodici generi letterari, più o meno ampi. Non abbiamo una categoria di punta, ma cercheremo di dare spazio a tutti: lo storico, il fantasy, il poliziesco, il thriller, l’erotico, l’horror, il rosa, la poesia, i saggi, le storie per ragazzi, e tutto il mainstream  immaginabile che non è possibile inquadrare in una categoria ben precisa.

Pubblicherai solo autori italiani o tradurrai anche opere straniere? 
  • Per ora solo autori italiani, ma avendo un paio di collaboratori che conoscono alla perfezione tre lingue, non è detto non si possa pubblicare anche stranieri. Non poniamo alcun limite al futuro.

Cosa pensi di un autore che, dopo essersi auto pubblicato, chiede a voi una pubblicazione dello stesso libro? Lo accetteresti?
  • Non proprio. E mi spiego. Non disdegno gli autori self, ma prima di iniziare abbiamo messo dei paletti. Ovvero: ben venga l’autore che ha sempre pubblicato in self, ma con un testo inedito; ben vengano gli altri autori, ma con un testo inedito; ben vengano tutti, ma con un testo inedito. È un punto sul quale non intendiamo schiodare.

Uno ha un manoscritto o, più facilmente, un file. Cosa dovrebbe fare per portarlo alla tua conoscenza? Che processi subisce un manoscritto prima di essere pubblicato?
  • È molto semplice: basta un file word.doc, presentato in maniera decente, corretto almeno dai refusi, accompagnato da una presentazione, una sinossi, una trama e una biografia dell’autore. Le presentazioni sciatte non mi attirano, lo dico a titolo d’informazione (e sorrido). Tutto deve essere inviato alla nostra mail: nuovacasaeditrice.ancona@gmail.com con un oggetto ben preciso: manoscritto di… I processi che subisce un manoscritto sono diversi: lo leggo io e lo invio alla mia editor, che lo legge e mi fornisce una scheda di valutazione (quattro occhi e due cervelli sono meglio di due occhi e un cervello solo); se il manoscritto è scritto in maniera accettabile, la trama ben congegnata e la storia coerente, si passa alla fase successiva: proposta contrattuale all’autore; dopo tutti gli espletamenti fiscali, firme varie e controfirme,  l’editor comincia a scrivere delle note sul testo, suggerendo correzioni, aggiustamenti, idee, e il file ritorna allo scrittore, che dovrà leggere le note e accettare i suggerimenti o meno, correggendo o riscrivendo le parti che l’editor giudica non proprio perfette… e così di seguito fino a una stesura che metta d’accordo tutti: scrittore, in primis, editor, e me. Le fasi successive sono strettamente tecniche: rilettura per eventuali refusi, copertina, impaginazione, struttura per ebook, struttura per cartaceo. E poi, dopo le varie verifiche tecniche, l’ulteriore controllo delle formattazioni e le prove di stampa (digitali e fisiche), il prodotto finito arriva nelle mani del distributore. E così al lettore.

Quali saranno le vostre prime uscite? Si conoscono? Ce ne puoi parlare?
  • Tra le nostre prime uscite, che saranno a settembre-ottobre, c’è uno storico/giallo dal titolo curiosissimo, di uno scrittore molto particolare, direi affascinante. Poi abbiamo un noir, di uno scrittore che ama particolarmente il proprio territorio e ne parla spesso nei suoi libri, che avrà una prefazione d’Autore. Avremo un fantasy sui vampiri, da una scrittrice esordiente. Un rosa da una scrittrice che si giudica “matura”, ma che ha una particolare attenzione al linguaggio e alla delicatezza delle scene d’amore e di sesso (molto soft). Un romanzo che parlerà di una vicenda mafiosa, da uno scrittore che mostra alla perfezione la sua terra e ci stuzzica con i suoi odori. Altri due romance, da due novelle scrittrici; una con una storia piuttosto attuale: la violenza domestiche, e l’abisso da cui risalire grazie a un nuovo amore. E poi uno erotico/storico, scritto a quattro mani, che affronterà un periodo storico piuttosto cruento e doloroso: lo shoah. Una serie di racconti molto originale, da un ragazzo con tanta voglia di fare, la cui scrittura mi ha da subito intrigato; anche questo testo avrà una prefazione scritta da un Autore famoso, insegnante di scrittura creativa, presidente di un’associazione culturale della mia zona. Poi un testo che ci racconta l’omosessualità, una storia commovente tanto quanto ironica, scritto da un giovane gay.

Su che territorio vorreste operare?
  • Il territorio di partenza sarà sempre quello dell’autore, per espandersi poi in tutto territorio nazionale. Certo, non stamperemo milioni di copie, ma cercheremo la maniera giusta per essere presenti sul mercato editoriale. È un po’ un’incognita, attualmente, viste le scelte editoriali dei Grandi Editori, troveremo la nostra dimensione. Poi, se tutto andrà come deve andare, ci sarà una sorpresa per un gruppo di italiani all’estero, ma non dico altro per scaramanzia.


Grazie mille per la tua disponibilità
  • Grazie a te, Luca, e a questo spazio che mi hai ritagliato.

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